Lettera_di_M.K.                                             
Nidaime Soke Kenei
Mabuni-00

   Dimentico ogni cosa 
   e remo con serenità 
   verso l'isola del Budo.


                                         
                                            



                                            Mio  padre  Kenwa  Mabuni

Mio  padre  nacque il 14 Novembre 1989  a  Shuri  (OKINAWA)
un  tempo  detta  Ryu  Kyu.
La  casa  Mabuni  ha  per  capostipide  un  guerriero  del  XV  secolo  famoso  per  le  sue  prodezze  e  conosciuto  con  il  nome  do  OSHIRO  l'Orco,  (ONI  OSHIRO).
Nella  sua  giovinezza  mio  padre  era  di  costituzione  delicata,  così  sognando  i  racconti  delle  prodezze  dei  suoi  antenati  e  colmo  di  ammirazioni  per  il  loro  coraggio  decise  di  formarsi  un  fisico  forte  e  resistente.
In  quell'epoca  resideva  a  SHURI  il  celebre  maestro  Anko  ITOSU,  mio  padre  gli  fu  presentato  che  aveso  solo  tredici  anni  e  subito  venne  accettato  come  allievo.
Il  maestro  Itosu  ha  formato  molti  karateka  di  fama  MONDIALE  i  quali  hanno  contribuito  a  creare  il  karate  come  lo  conosciamo  oggi.
Alcuni  di  questi  sono:  Yabu  kentsu,  Hanashiro  Chomo,  Chibana  Choshin,  Tokuda  Anbun,  Gusukuma  Shinpan,  e  naturalmente  Mabuni  Kenwa.
Dal  giorno  che  fu  ammesso  come  allievo,  mio  padre  non  mancò  mai  agli  allenamenti  neppure  il  giorno  che  ci  fù  un  ciclone.
Il  maestro   MIYAGI  CHOJUN, 
che  fondò  la  scuola  Goju  quando  aveva  21  anni,  lo  presentò  al  maestro  HIGAONNA  KANRYO  che  gli  insegnò  l'arte  del  NAHA-TE.
A  quell'epoca  mio  padre  aveva  20  anni.
Il  maestro  HIGAONNA,  ancora  giovane,  si  recò  nella  Cina  del  sud,  nella  provincia  di  FUKU,  per  studiare  FUKKEN  HA  KENPO  (un  particolare  tipo  di  Kung Fu),  e  fu  proprio  lui,  al  suo  ritorno  in  Giappone,  a  gettare  le  prime  basi  del  NAHA-TE.
Oggi  il  karate  conosce  uno  sviluppo  florente  con  numerosi  dojo  e  diversi  stili  offerti  a  tutti,  al  contrario di  un  tempo  quando  i  Maestri  accettavano  gli  allievi  senza  dar  loro  spiegazioni  per  facilitare  la  conoscenza  delle  tecniche;  che  dovevano  essere  scoperte  allenandosi  con  costanza  e  determinazione.
Naturalmente  i  Maestri  non  avrebbero  potuto  ricevere  tutte  le  persone  che  si  presentavano,  nemmeno  se  disposte  a  pagare  e  spesso  li  pregavano  di  andarsene. 
Ecco  un  anedoto  che  illustra  molto bene l'ambiente  del  karate  a  quell'epoca.
Un  giovanotto  di  campagna,  che  si  allenava  da  solo  decise  di  recarsi  da  un  celebre  karateka  per  chiedergli  l'onore  di  imparare  da  lui,  si  presentò  ogni  giorno  e  sempre  fu  garbatamente  rifiutato,  decise  allora  di  rimanere  davanti  alla  casa  con  la  speranza  di  essere,  un  giorno,  accettato.  
Dopo  i  suoi  studi  mio  padre prestò  servizio  militare  e  si  arruolò  in  polizia,  dove  praticò  il  Judo  e  altre  arti  marziali  con  impegno  e  passione.
Mi  raccontò  che  durante  i  suoi  dieci  anni  di  servizio  nella  polizia  ebbe  parecchie  occasioni  di  arrestare  criminali,  e  che  l'abilità  di  cui  dette  prova  nel  suo  mestiere,  la  doveva  molto  spesso  alla  pratica  del  karate.
Poco  dopo,  il  karate  fu  inserito  fra  le  discipline  insegnate  nelle  scuole,  la  maggiorparte  dei  praticanti  si  allenava  a  dorso  nudo  o  indossavano  kimoni  da  Judo  o  da  Kendo.
Anche  se  ancora  molto  giovane,  mio  padre  MABUNI  KENWA,  era  animato  da  un  vivo  fervore  e  continuava  ad  allenarsi  con  convinzione. 
All'età  di  29  anni  decise  di  riunire  a  casa  sua  alcuni  amici  per  svolgere  delle  ricerche  sul  karate,  e  in  quell'occasione  gli  fu  dato  da  imparare  il  Bo-Jutsu  dai  maestri 
Aragaki  e  Soeishi  (soeishi  ryu bo jutsu).
Successivamente  il  maestro  TAWATA  SHINPACHI  gli  insegnò  l'arte  del 
Sai.
I  suoi  incarichi  successivi  lo  condussero  in  tutte  le  Isole  e  così  potè  formarsi  in  tutte  le  arti  Marziali  proprie  di  Okinawa. 
Dopo  l'era  dei  Meiji  ci  furono  diversi  maestri  impegnati  nello  sviluppo  del  karate,  ma  ognuno  di  loro  conosceva  un  solo  kata.
Per  esempio  il  maestro  MOTOBU  CHOKI  sapeva  solo  Naifanchin  kata,  il  maestro  FUNAKOSHI  che  imparava  dal  maestro  ANRY,
  non  conosceva  le  tecniche  di  Shuri-te; così  mandò  suo  figlio  Yoshitaka  da  mio  padre  per  impararle, e,  tra  le  altre  imparò  anche  i  5  PIN-AN.
Questi  kata  di  alto  livello  tecnico  basati  su  Kosokun, furono  creati  dal  maestro 
ITOSU.
Un  tempo  nello  Shito-Ryu  si  insegnavano  come  primi  kata:  Bassai-dai,  Seienchin,  Kosokun,  e  poi  i  5  PIN-AN.
Le  competizioni  presentavano  organizzazioni  ben  diverse  da  quelle  che  vediamo  oggi,  infatti,  se  si  desiderava  incontrare  in  combattimento  un  praticante  di  karate  lo  si  convocava  direttamente  all'angolo  di  una  strada,  in  un  terreno  incolto  o  in  un'altro  posto  che  potesse  andar  bene;  con  un  testimone  che  potesse  andarbene come  arbitro  e  giudice.
Se  ci  si  voleva  allenare  di  notte  nel  kumitè,  si  lavorava  alla  luce  delle 
lanterne.
Quando  lo  riteneva  opportuno  i  testimone  interrompeva  il  combattimento  e  dava  il  suo  giudizio  con  semplici  informazioni  tipo:  "ti  manca  un  pò  di  allenamento!"  o  "tu  sei  il  migliore"  e  questo  era  tutto!.
Ecco  come  i  karateka  incontravano  mio  padre  in  combattimento,  e  a  volte  arbitrò  lui  stessi   i  combattimenti  di  alcuni  suoi  amici.
Nel  1918  anno  in  cui  io  nacqui,  la  sua  casa  divenne  un  alto  luogo  di  ricerche.
Ci  furono  tra  i  tanti, 
Gichin  Funakoshi,  Oshiro  Chojo,  Chibana  Choshin,  Tokuda  Anbun.
Nello  stesso  anno,  in  occasione  dell'arrivo  ad  Okinawa  delle  Altezze  Imperiali,  mio  padre  ebbe  l'onore  di  fare  una  dimostrazione  alla  scuola  SHIHANGAKKU,  specializzata  nella  formazione  di  professori,  nel  1924,  divenne  Insegnante  (professore)  alla  "SCUOLA  DPARTIMENTALE  DELLA  MARINA"  e  consulente  della  Shihangakko  per  lo  studio  del  karate-do.
Quando  avevo  13  anni  ebbi  la  cosapevolezza  di  voler  imparare  il  karate.
Assistevo  ogni  giorno  ai  corsi  di  mio  padre,  capendo  sempre  più  l'importanza  delle  cose,  e  memorizzando  molti  kata  che  imparai  da  solo;  osservando  e  copiando  i  suoi  movimenti.
Mio  padre  fece  del  karate  la  sua  Via,  ed  io  ho  imparato  da  lui,  seguendolo  ogni  giorno,  tecniche  e  filosofia.
SOLO  OGGI  INIZIO  A  CAPIRE  QUALCOSA.
Nell'Ottobre  del  1925  creò  il  suo  primo  club  sulla  ricerca  del  karate,  chiamandolo  Okinawa  Karate  Ken  Kyu  Club  con  l'obbiettivo  di  formare  i  suoi  allievi.
A  lui  si  unirono  GRANDI  MAESTRI  come:  MIYAGI  CHOJUN,  KIYODA  JUHATSU,  MOTOBU 
CHOKI,  HANASHIRO  CHOMO,  HOSHIRO  CHOJO,  CHIBANA  CHOSHIN,  e  GO  KENEI.
MABUNI  e  MIYAGI  erano  i  professori  principali. 
Il  Dojo  si  trovava  dietro  alla  casa  munito  di  equipaggiamento  completo  per  fortificare  il  corpo:  MAKIWARA - SAGE MAKIWARA  (Makiwara  appeso) - YOKO  BO  MAKIAGE - e  altri  attrezzi  come  il  GETA (zoccoli  di  ferro  e  di  pietra)  pietre  da  sollevare - SAI,  SCATOLE  con  SABBIA,  utili  per  fortificare  il  KERI,  KAKETE',  HIKITE'  Hiji  SHUTO'  ect.
Questo  dojo  ideale  fu  per  me  un  meraviglioso  terreno  di  allenamento  e  ricerca.
Ebbe,  inoltre,  l'inaugurazione  del  DOJO  dipartimentale  "dell'Associazione   delle  cinture  nere  di  JUDO"  e  nel  1927  il  maestro  KANO  JIGORO  fondatore  del  Kodokan,  vi  fu  inviato  e,  in  quell'occasione,  il  maestro  MIYAGI  e  mio  Padre  mostrarono  la  loro  arte.
Il  maestro  KANO  rimase  favorevolmente  colpito  e  li  elogiò  dicendo:  "Voi  dovete  diffondere  in  tutto  il  Giappone  quest'arte  marziale  ideale,  fatta  di  attacchi  e  difese  libere".
Queste  parole  colpirono  molto  mio  padre,  che  si  recò  in  Giappone,  all'inizio  dell'era  Showa,  per  sviluppare  il  karate  che  lo  appassionava  profondamente  ed  il  quale  dedicava  tutto  il  suo  tempo.
Dopo  essersi  trasferito  ad  Osaka  non  tornò  mai  più  ad  Okinawa  dove  lo  Shito-Ryu,  proprio  per  questo  motivo,  è  poco  diffuso.
Mio  Padre  morì  il  23  Maggio  1952.  
 

 
 Se avete feedback su come possiamo rendere il nostro sito più consono per favore contattaci ci piacerebbe sentirlo anche  da voi.

segreteriaskt@shito-ryu.it
 

U-S-R-I- Union-Shito-Ryu-Italia -  sito ufficiale italiano. Si riserva ogni diritto su ogni testo, programma, opera, brano, foto di ogni genere pubblicato sui propri siti. I contenuti pubblicati sui siti di proprieta' di U-S-R-I- non possono essere replicati, neanche parzialmente, su altri siti Web, mailing list, newsletter, riviste cartaci.e cd rom senza la preventiva autorizzazione di U-S-R-I-, indipendentemente dalle finalità di lucro. L'autorizzazione va chiesta per iscritto via posta elettronica e si ritiene accettata soltanto con un preciso assenso scritto del responsabile dell’ Union-Shito-ryu-Italia
Una eventuale mancata risposta alla richiesta non dà luogo ad alcuna autorizzazione. Ogni altra forma di autorizzazione e' esplicitamente esclusa, cosi' come ogni altro concedente che non sia l'amministratore del sito. Gli elementi grafici e tutto il codice, loghi, tasti e icone, immagini, brani audio e software utilizzati su U-S-R-I- sono da considerarsi di esclusiva proprietà di U-S-R-I- o dei propri fornitori.L'Union-Shito-Ryu-Italia si riserva ogni diritto su ogni contenuto, programma o opera che appare sulle proprie pagine, in base all'articolo 2577 del Codice Civile.  "  segreteriaskt@shito-ryu.it  "

  Site Map